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segunda-feira, 24 de setembro de 2012

Politica e serietà

A tutti, buonasera, signori e signore, 

è nota la serietà della politica, italiana e non. I politici raramente ridono,
quasi che una faccia seria sia da loro considerata come sinonimo di
buona pratica. Parlano seriamente, si vestono seriamente, si atteggiano
a persone serie, la loro mimica facciale è oltremodo seria. 
Eppure, quando vediamo i risultati pratici, siamo noi cittadini a divenire
molto seri, direi addirittura tristi, alcuni arrivano a piangere dalla disperazione,
e già varie persone, in Italia dall'inizio dell'anno si sono suicidate anche a causa
dell'incapacità della politica di garantirgli un futuro migliore (qui apro una breve
parentesi per dire che non dobbiamo delegare tutto ai politici, siamo (imperativo)
noi i primi ad essere i nostri fabbri, chiusa parentesi).
Alcune volte, noi cittadini arriviamo a riderci dei politici e dei loro comportamenti
istituzionali, un riso rabbioso, come si dice in sardo "arriendi po no prangi".
Ma loro non ridono mai, la serietà è un mestiere e i politici credono di essere
più credibili così facendo; nonostante da una vita tutti noi siamo al corrente
del detto 'una risata vi seppellirà".
Vorrei dire, umilmente, ridendo: "Sorridete, o politici, siate allegri, perché lavorate
meglio". O forse la coscienza sporca che avete ve lo impedisce? Allora dimettetevi,
andate in vacanza, siate umani e poi, se è il caso, tornate.

Questa breve introduzione per proporvi la notizia del giorno, comunicato Ansa.
è una buona notizia, che fa ridere, che rende felici. Tutti noi siamo politici.
Vinicio

(ANSA) - BRASILIA, 24 SET - In Brasile il popolare clown televisivo Tiririca, eletto deputato nel 2010 con 1,3 milioni di voti, è uno dei 9 parlamentari che, da allora, è sempre stato presente nelle 171 assemblee della camera in cui ci sono state delle votazioni. Per questa sua particolare assiduità è stato incluso da una giuria di giornalisti parlamentari in una lista di 25 colleghi tra i quali, prima della fine del 2012 e per voto online, verrà designato il deputato più assiduo nei suoi doveri di tutto il Brasile.
24 settembre 2012


sexta-feira, 24 de agosto de 2012

Scuola

La notizia del giorno, che potete trovare sui quotidiani italiani oggi e che probabilmente vi rimarrà per lungo tempo, è che il governo attuale, con a capo Mario Monti, "ha dato il via libera a un nuovo concorso per 11.892 docenti, il primo dal 1999. La pubblicazione, riferisce il Miur, è prevista per il 24 settembre" (letto su: www.repubblica.it   il 24/08, ora brasiliana 20:44).
 Nelle prime indiscrezioni, si dice che si vuol favorire l'assunzione di "giovani" capaci e motivati, attraverso
procedure di concorso nuove e non ancora specificate.

Insomma, una generazione che sinora è stata bistrattata dalla politiche pubbliche,
considerata solo valevole di chiedere il contributo di disoccupazione, che ha subito
la crescita (e ne vede lo sfascio) del sistema democapitalistico proletarizzato che
prevedeva la distruzione dei contratti 'regolari' a favore di tipologie di contratto ridicole
e a dir poco degne di dittature del sistema basato sull'economia 'prima di tutto, ma proprio tutto',
sembra avere una possibilità.

Una possibilità non solo di avere quanto gli è dovuto, vista la democratizzazione dell'educazione
superiore degli ultimi decenni (30 anni di studi per avere in mano un pugno di mosche), ma anche
di essere più ottimista.

Il discorso va a parare sul sistema che è stato scelto. A mio avviso, ottimo.
Perché si investe sulla cultura, sull'educazione, idee queste che sono alla base
di una futura crescita. Non gli si chiede di andare a lavorare al ciclo in fabbrica
e produrre pezzi di ricambio per la Fiat. Si produce conoscenza, cultura.

Perché allora il Giornale, quotidiano berlusconiano, ignorante, fascista, titola:

"La ricetta di Monti per rilanciare la crescita? Una vagonata di nuove assunzioni".
Il 'giornalista' Andrea Indini scrive "Per il momento, purtroppo, l'unica certezza è la vagota di assunzioni decisa dal governo per andare a ingrossare le file del sistema scolastico nazionale".

(Una risposta alla precedente domanda retorica io ce l'avrei: perché è berlusconiano, ignorante, fascista, capitalista)

 Ecco come l'opinione pubblica di destra considera la scuola, la cultura, la ripresa economica.
Certo, perché quello è il quotidiano di riferimento per la destra, e dopo aver letto l'articolo
da bravi pecoroni la penseranno tutti così. L'educazione, secondo loro, non è motore di crescita.
 è un peso, da mollare.

My holy God, meu Deus. Speriamo solo che per farli contenti Monti non infili solo insegnanti di
religione che, detto tra parentesi, (in Italia significa di religione cattolica).

A si biri cun salluri
Vinicio Corrias 

PS. La parola giovani è virgolettata perché in Italia la gioventù si estende sino ai 40