Signori e signore,
vi chiedo una piccola cortesia.....
Un voto su internet per la foto di mia sorella,
all'indirizzo
http://testimonial2012.chateau-dax.it/
La persona da votare è Claudia, se vincesse, avrebbe in regalo
i mobili del salotto che ha già comprato....
Forza!!! e grazie
Vinicio
domingo, 18 de novembro de 2012
sábado, 17 de novembro de 2012
Le origini del calcio
C'è un nuovo libro sul calcio che sta per essere pubblicato, parla (anche del Brasile). Questa
è una parte del primo capitolo che l'autore ha messo a disposizione per tutti. Non trovo più
il nome dell'autore, continuerò le ricerche, ma l'avevo trovato in Fùtbologia.org, un nuovo
interessante progetto dei Wu Ming.
Calcio e origini. Cusano Milanino, 1961
Questo libro vuole raccontare la storia del calcio in Brasile, senza la pretesa di dire tutto – ci vorrebbe un’enciclopedia intera, molti se ne sentirebbero comunque esclusi, non potrei più mettere piede da quelle parti – ma lasciandomi trasportare sia dalla passione infantile di cui parla Verissimo sia dal mio punto di vista europeo, lontano quindi parziale.
Io sono nato a Milano nel 1957. A casa nostra la televisione è arrivata nel 1961, ho iniziato a vedere il calcio (prima era una cosa solo radiofonica) e a provare emozione in un gol, un passaggio fatto bene, il punteggio che aumentava a nostro favore.
Le cronache televisive e i commenti di mio padre mi mostravano due dimensioni di questo sport.
La prima dimensione era quella di tutte le domeniche, con la mia squadra che era naturalmente quella di mio padre (squadra di Milano, strisce nere e azzurre, all’epoca otto volte campione d’Italia), il secondo tempo di una partita alle sette della domenica sera, settimane e mesi di pomeriggi che dovevano portare a vincere qualcosa, immagini bianche e nere dove a volte pioveva e giocavano lo stesso (incredibile, ai miei occhi), personaggi che mi rimanevano più impressi di altri per il volto o per il nome… Brighenti, Mazzola, Sani, Pascutti, Hamrin, Hitchens… Sivori che litigava con tutti… Cucchiaroni, che chiamavo Cucchiaioni.
Trapattoni che abitava vicino a casa nostra - Cusano Milanino, poco sopra Milano – e che (fatto ancora più incredibile) aveva un’esistenza reale oltre che televisiva: capitava di incrociarlo, serio serio con la sua borsa di giovanissimo calciatore.
Oppure Lovati, all’epoca portiere della Lazio: era il nostro padrone di casa, gli
versavamo l’affitto. A bordo campo per la mia squadra c’era già un agitato che somigliava al nostro salumiere… tale Herrera… era il nome dell’agitato, non del salumiere.
La seconda dimensione era il Brasile.
Immagini rare. Di calcio fuori d’Italia se ne vedeva di rado, almeno per me che all’ora della Domenica sportiva ero naturalmente già a dormire. Solo i commenti ancora di mio padre o del mio zio juventino, o i titoli sui giornali (sapevo leggere a quattro anni) componevano un paese lontano, grandissimo, sempre al sole, con stadi enormi dove ci stava mezza Milano… squadre dal gioco inarrivabile e dai nomi efficaci, calciatori capaci di dribblare tutti gli avversari e arrivare in porta sghignazzando.
Uno spazio del pensiero e dell’immaginazione. Un luogo leggendario al di là dell’oceano dove tanti erano poveri, ma tutti potevano diventare ricchi giocando quel calcio allegro e miracoloso. Nomi pochi, ma te li ricordavi bene: Pelé, ovviamente, sopra tutti, il più bravo del mondo e già allora il più grande di tutti i tempi… Didi e Vavá, come fai a scordare due che si chiamano così, ti viene voglia di correre dietro una bola solo a nominarli… Garrincha (qui lo pronunciavamo “Garincia”), secondo mio padre anche meglio di Pelé.
Quando in cortile si metteva insieme un abbozzo di partita tra noi bambini, c’era chi sceglieva di essere Rivera, chi Mazzola, chi Facchetti o Bulgarelli o addirittura Ghiggia… ma nessuno, proprio nessuno ha mai avuto la faccia tosta di dire “Io sono Pelé!” o “Io sono Vavá!”. Sarebbe stato seppellito dalle risate.
Noi di qui – Cusano Milanino, Milano, Italia, a miliardi di chilometri dal Brasile - non saremo mai stati come loro, non avremmo mai potuto giocare bene come loro. Questo era il messaggio.
Questo libro è anche un salto in quella suggestione antica, ai primordi della mia esistenza e della mia quasi coeva fascinazione verso il gioco del calcio; e per quello brasiliano, che ne era l’anima portata al cubo.
Comunque… non voglio restare ai fatti miei e alla mia preistoria, ormai corrotta dalla televisione.
Per parlare di calcio – e di Brasile – bisogna guardare là in fondo, fin dove pare non vedersi nulla.
Prima del calcio moderno.
Prima del Brasile.
Il calcio prima del calcio, in epoche da libri di storia, dove pensiamo esistano solo popoli e personaggi monumentali, disegni ed edifici arcaici, saperi già complessi ma ignari di abitare tutti su un unico pianeta.
Chiedersi quando è nato il calcio è paragonabile alla domanda sulla primogenitura dell’uovo e della gallina, o di chi sia arrivato primo in un posto poi chiamato America. Non ci vuole una gran scienza a tirare un colpo di piede a un mela caduta a terra. Né è necessario consultare lo sciamano quanto sia lecito passare la stessa mela a un altro del tuo gruppo, contando sul fatto che poi te la ritiri indietro. Di piede, certo. Non facendola acchiappare dalla bocca di un cane lì vagante. Mirando un punto per centrarlo dopo ripetuti tentativi. Allargando il bersaglio perché cogliere un punto troppo piccolo tirando una mela con i piedi è comunque difficile, ci si scoccia e il gioco dura poco…
domingo, 11 de novembro de 2012
Carlos Lordelo e Clarice Clarice Cudischevitch, Especial para o Estadão.edu
Professores de cursinhos de São Paulo contestam três questões da prova de primeira fase do vestibular da Unicamp, aplicada na tarde deste domingo, 11.
Para o Anglo, os testes 43 e 44, de matemática (caderno Q e Z), têm duas respostas possíveis. Segundo o cursinho, o gabarito da questão 43, de análise combinatória, é a letra A. "Mas muita gente por aí vai dar a resposta B", diz o coordenador geral do Anglo, Luís Ricardo Arruda. "O aumento no número máximo de placas será de 1,6, mas a variação obtida com a mudança relatada pelo enunciado será de 2,6", afirma. "Logo, o aumento é inferior ao dobro."
Já na questão 44 - segundo Arruda, "interessante e bem formulada" - os cálculos levariam à resposta C. "Mas a alternativa A também está certa, já que 4/5 é maior que 3/4 e 25/16 é menor que 16/9", diz o professor. "Uma distração como esta na formulação das alternativas não pode ocorrer em uma prova da Unicamp."
O coordenador pedagógico do Etapa, Marcelo Dias Carvalho, reclama da questão 20, de biologia (caderno Q e Z), que comparava um pinheiro do Paraná a um jequitibá. O professor diz que a alternativa C, que seria a correta, na verdade está errada, porque porque tanto o pinheiro quanto o jequitibá têm sementes - e isso não seria uma característica que diferencia as espécies.
segunda-feira, 5 de novembro de 2012
fascisti carogne tornate nelle fogne
Normalmente non mi rallegro per la morte delle persone e tanto meno per quella delle bestie
(come in questo caso), ma sono felice per la morte di Pino Rauti, neo fascista schifoso
come tutti i suoi seguaci.
(come in questo caso), ma sono felice per la morte di Pino Rauti, neo fascista schifoso
come tutti i suoi seguaci.
segunda-feira, 22 de outubro de 2012
no comment
-L'Italia è ai primi posti per tasso di corruzione percepita, al pari di Ghana e Macedonia. Questo secondo il rapporto realizzato dalla commissione governativa sulla prevenzione del fenomeno corruttivo presieduta dal consigliere Roberto Garofoli.
segunda-feira, 24 de setembro de 2012
Politica e serietà
A tutti, buonasera, signori e signore,
è nota la serietà della politica, italiana e non. I politici raramente ridono,
quasi che una faccia seria sia da loro considerata come sinonimo di
buona pratica. Parlano seriamente, si vestono seriamente, si atteggiano
a persone serie, la loro mimica facciale è oltremodo seria.
Eppure, quando vediamo i risultati pratici, siamo noi cittadini a divenire
molto seri, direi addirittura tristi, alcuni arrivano a piangere dalla disperazione,
e già varie persone, in Italia dall'inizio dell'anno si sono suicidate anche a causa
dell'incapacità della politica di garantirgli un futuro migliore (qui apro una breve
parentesi per dire che non dobbiamo delegare tutto ai politici, siamo (imperativo)
noi i primi ad essere i nostri fabbri, chiusa parentesi).
Alcune volte, noi cittadini arriviamo a riderci dei politici e dei loro comportamenti
istituzionali, un riso rabbioso, come si dice in sardo "arriendi po no prangi".
Ma loro non ridono mai, la serietà è un mestiere e i politici credono di essere
più credibili così facendo; nonostante da una vita tutti noi siamo al corrente
del detto 'una risata vi seppellirà".
Vorrei dire, umilmente, ridendo: "Sorridete, o politici, siate allegri, perché lavorate
meglio". O forse la coscienza sporca che avete ve lo impedisce? Allora dimettetevi,
andate in vacanza, siate umani e poi, se è il caso, tornate.
Questa breve introduzione per proporvi la notizia del giorno, comunicato Ansa.
è una buona notizia, che fa ridere, che rende felici. Tutti noi siamo politici.
Vinicio
(ANSA) - BRASILIA, 24 SET - In Brasile il popolare clown televisivo Tiririca, eletto deputato nel 2010 con 1,3 milioni di voti, è uno dei 9 parlamentari che, da allora, è sempre stato presente nelle 171 assemblee della camera in cui ci sono state delle votazioni. Per questa sua particolare assiduità è stato incluso da una giuria di giornalisti parlamentari in una lista di 25 colleghi tra i quali, prima della fine del 2012 e per voto online, verrà designato il deputato più assiduo nei suoi doveri di tutto il Brasile.
24 settembre 2012
sexta-feira, 24 de agosto de 2012
Scuola
La notizia del giorno, che potete trovare sui quotidiani italiani oggi e che probabilmente vi rimarrà per lungo tempo, è che il governo attuale, con a capo Mario Monti, "ha dato il via libera a un nuovo concorso per 11.892 docenti, il primo
dal 1999. La pubblicazione, riferisce il Miur, è prevista per il 24
settembre" (letto su: www.repubblica.it il 24/08, ora brasiliana 20:44).
Nelle prime indiscrezioni, si dice che si vuol favorire l'assunzione di "giovani" capaci e motivati, attraverso
procedure di concorso nuove e non ancora specificate.
Insomma, una generazione che sinora è stata bistrattata dalla politiche pubbliche,
considerata solo valevole di chiedere il contributo di disoccupazione, che ha subito
la crescita (e ne vede lo sfascio) del sistema democapitalistico proletarizzato che
prevedeva la distruzione dei contratti 'regolari' a favore di tipologie di contratto ridicole
e a dir poco degne di dittature del sistema basato sull'economia 'prima di tutto, ma proprio tutto',
sembra avere una possibilità.
Una possibilità non solo di avere quanto gli è dovuto, vista la democratizzazione dell'educazione
superiore degli ultimi decenni (30 anni di studi per avere in mano un pugno di mosche), ma anche
di essere più ottimista.
Il discorso va a parare sul sistema che è stato scelto. A mio avviso, ottimo.
Perché si investe sulla cultura, sull'educazione, idee queste che sono alla base
di una futura crescita. Non gli si chiede di andare a lavorare al ciclo in fabbrica
e produrre pezzi di ricambio per la Fiat. Si produce conoscenza, cultura.
Perché allora il Giornale, quotidiano berlusconiano, ignorante, fascista, titola:
"La ricetta di Monti per rilanciare la crescita? Una vagonata di nuove assunzioni".
Il 'giornalista' Andrea Indini scrive "Per il momento, purtroppo, l'unica certezza è la vagota di assunzioni decisa dal governo per andare a ingrossare le file del sistema scolastico nazionale".
(Una risposta alla precedente domanda retorica io ce l'avrei: perché è berlusconiano, ignorante, fascista, capitalista)
Ecco come l'opinione pubblica di destra considera la scuola, la cultura, la ripresa economica.
Certo, perché quello è il quotidiano di riferimento per la destra, e dopo aver letto l'articolo
da bravi pecoroni la penseranno tutti così. L'educazione, secondo loro, non è motore di crescita.
è un peso, da mollare.
My holy God, meu Deus. Speriamo solo che per farli contenti Monti non infili solo insegnanti di
religione che, detto tra parentesi, (in Italia significa di religione cattolica).
A si biri cun salluri
Vinicio Corrias
PS. La parola giovani è virgolettata perché in Italia la gioventù si estende sino ai 40
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